Il Leno di Vallarsa - zona F

di Guido Bellini

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 1 del 2003)

Il Leno di Vallarsa ha origine dal Rio Sinello a malga Camposilvano (1413 m) e dal Rio Trenche a malga Boffetal (Sette Fontane 1400 m) nello splendido anfiteatro naturale del Gruppo del Carena chiamato anche “piccole Dolomiti” proprio per la sua bellezza, che fa da sfondo a tutta la valle. Il Rio Trenche ed il Rio Sinello confluivano nei pressi di Speccheri dando origine al Leno. Dalla costruzione della diga Speccheri (anno 1956) il Rio Trenche s’im­mette naturalmente nel bacino Speccheri mentre il Rio Sinello è stato imbrigliato e deviato per ali­mentare lo stesso bacino proprio nei pressi dello sbarramento.

Caratteristiche:

Lunghezza: 15 km dal bacino Speccheri a S. Colombano.

Superficie di bacino: 71.2 km2

Superficie alveo: 30.000 m2

Tipo di coltivazione acqua: uova, avannotto.

Specie presenti: trota farlo, trota marmorata, ibrido mar­morata fario, scazzone, e san­guinerola.

Il torrente poi prosegue nel suo letto naturale cir­condato da bosco con una pendenza tipica del torrente alpino per poi allargarsi e subito dopo restringersi in una bellissima forra, immediata­mente prima del bacino Busa, anche questo rea­lizzato immediatamente dopo la diga Speccheri.

Il Leno prosegue quindi il suo cammino verso valle passando per l’abitato di Arlanch dove si può ancora ammirare un mulino ad acqua ben conservato, specialmente nel suo interno. Questo tratto di torrente ha goduto grossi benefici dai rilasci minimi imposti dalla legge provinciale del 2000 per le grosse derivazioni e da allora riesce a conservare una portata decente anche nei periodi di magra.

 Dall’abitato di S. Anna in poi il torrente scorre sempre immerso nel verde dei boschi in un ambiente naturale e selvaggio, con un susseguir­si di raschi buche piccole lame e briglie fino alla località “coppera”, antica manifattura ormai ridotta a un rudere, dalla quale sono usciti in pra­tica tutti i coppi per le case della valle. La briglia della Coppera è l’ultimo manufatto ad interrompere il corso del torrente fino al bacino di S. Colombano.

 La popolazione ittica negli anni è cambiata. Ne parlo con Luciano Arlanch vecchio pescatore del Leno, e con suo fratello Paolo: mi dico­no che la popolazione di salmonidi qui era rappresentata dalla “truta del Lem” Trota Marmora­ta, e vi era una notevole presen­za di scazzoni e sanguinerole. I pescatori a qui tempi erano molto pochi e si pescava anche con la rete durante le piene, ma il torrente era sempre generoso. La presenza di trote arrivava probabilmente fino ali attuale bacino Busa o poco più, mentre gli altri rivi non erano popolati da salmonidi. I mutamenti hanno avuto inizio attorno agli anni Quaranta e Cinquanta, con l’inizio dell’in­troduzione della trota fario, diffusa artificial­mente in Vallarsa come nel resto della provincia di Trento a fario sono stati popolati il rio Trenche. il rio Sinello. il rio Piazza ed altri rii minori.

 

La costruzione degli sbarra­menti artificiali (bacino Speccheri e Busa) ha poi ridotto drasticamente la portata del Leno e si sa quanto quest’aspet­to sia deleterio per la popolazio­ne di marmorata. specie amante delle grandi portate essendo un pesce tipico dei bacini di fondovalle. In precedenza la portata del torrente era rilevante, tanto da costringere gli abitanti a costruire delle passerelle per poterlo attraversare.

Per ultimo, ma non per importanza. l’inquinamen­to causato da alcuni insediamenti industriali ha dato il colpo di grazia alla presenza della marmorata.

Permane comunque ancora la presenza (ibridi marmorata fario e di qualche marmorata super­stite: sono loro che possono regalare la catture da foto, specialmente nel tratto finale del Leno di Vallarsa. in comunicazione con il bacino di S.Colombano. 

 Attualmente il torrente è coltivato solo con uova e avannotti di fario. ed ha una stia riproduzione naturale tra le più consistenti della nostra concessione.

 La pesca

I due torrenti Trenche e Sinello si prestano alla classica pesca al tocco con una buona popolazio­ne di trote fario, e questo si può dire anche per il Leno fino alla briglia della conceria, nei pressi dell’abitato di S.Anna. Il rio Trenche è raggiungibile dalla strada che porta a Camposilvano mentre il rio Sinello si raggiunge direttamente dall’abitato degli Speccheri.

Il tratto di Leno che va dagli Speccheri ad Arlanch. oltre che dai due abitati si può raggiunge­re anche dalla strada che dai Raossi porta alla Busa. Nei pres­si della briglia della conceria fino alla briglia della località Nave è stata istituita da 6 anni una zona “No Kill”. E’ un tratto che presenta sempre una discreta portata anche in stagioni di grande siccità come l’ultima estate.

 Nelle briglie si trovano gli esemplari più grossi ma anche nelle piane ci sono pesci di taglia. La parte terminale è forse la più castigata. essendo coperta da vegetazione che rende più dif­ficile posare in modo corretto l’artificiale. Si può pescare durante tutto l’arco della giorna­ta, in caccia o su bollata.

Dopo la “No Kill” man mano che si scende verso valle, il tor­rente si allarga sempre più, fino a giungere alla Coppera dove si trova l’ultima briglia.

Dalla briglia della Coppera inizia forse il tratto più bello. Si può pescare indifferentemente al tocco, con la mosca, o a spinning. L’unica cosa a cui bisogna prestare attenzione, come sempre nei torrenti, è ad avvicinarsi nel modo corretto, pena veder scappare il pesce prima di poterlo insidiare. Nell’ultima uscita con gli amici Roberto e Gianni, dopo anni che non frequentavo il tor­rente, sono rimasto sba­lordito dalla presenza di pesce, di tutte le taglie. Loro hanno effettuato diverse catture a mosca secca ed a ninfa - con il pesce immediatamente  rilasciato - in un periodo - vista anche l’annata di siccità, non certo favorevole (luglio). lo mi sono dedicato alle foto. Questo è anche il tratto che può sicuramente regalare le catture di taglia maggiore, potendo i pesci risalire dal bacino di S. Colombano.

 In questa zona la famiglia Arlanch. proprio quest’anno ha fatto Bingo. Papà e figli una trota a testa: mormorata cm 61 – kg. 2,1 –ibrido cm 69 kg 2,7 - marmorata cm 77 kg 3,4. Penso che non servano altri commenti sulla qua­lità di questo torrente. Infine vorrei spendere due parole sui pescatori locali. Il Leno è tale anche per merito loro, sono molto attaccati al loro torrente, lo rispetta­no, sono sempre disponi­bili per semine, recuperi o quant’altro serve a pre­servare l’ambiente.

 

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A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina