La Kolpa

di Luca Tomasoni

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 1 del 2009)

 

Con questo numero della rivista "Le nostre acque", vogliamo cominciare un nuovo ciclo di racconti attinenti sempre alla nostra grande passione quale è la pesca, ma che hanno luogo al di fuori dei nostri territori conosciuti. Un modo per far conoscere a tutte le persone che ci leggono altre realtà molto interessanti e allo stesso modo avvincenti. Il tutto è nato da una chiacchierata tra amici che aveva come argomento la trota marmorata e in generale le trote di grosse dimensioni, da qui ne uscì il nome Hucho, il salmone danubiano.

L'hucho fa parte della famiglia dei salmonidi di grandi dimensioni caratterizzato da un corpo affusolato e allungato, piuttosto robusto, sono carnivori, predatori di invertebrati durante le prime fasi di vita, acquistano abitudini ittiofaghe al crescere delle dimensioni. I pesci di questo genere sono tipici di acque correnti e ben ossigenate, con substrato roccioso frammisto a pietre sabbia e ghiaia.

Il posto consigliatoci da un nostro caro amico residente in Slovenia, ha proprio le caratteristiche descritte qui sopra, il fiume Kolpa (o Kupa per gli abitanti della Croazia). E' considerato uno dei fiumi sloveni più limpidi e meno inquinati. Per più di 100 Km il Kolpa rappresenta il confine di Stato con la Repubblica di Croazia.Il tratto preso come riferimento per la nostra esperienza era compreso tra Dol e Vrt, paesi situati sul confine sloveno. Da quella chiacchierata non fu difficile ottenere un gran numero di adesioni, vuoi per lo spirito di avventura, vuoi per la curiosità di poter pescare una specie di pesce da noi sconosciuta ma allo stesso tempo interessante per la sue note capacità combattive. Al viaggio parteciparono ben 11 persone tutte motivate e con un pensiero in comune, catturare il salmone danubiano.

L'arrivo fu piuttosto avventuroso. Non conoscendo bene la strada arrivammo a notte fonda. L'ultimo tratto che costeggiava il fiume Kolpa lungo più di 15 km completamente al buio diede adito ad una serie di interpretazioni molto esilaranti. Il destino volle che nonostante le difficoltà, si riuscì a raggiungere la destinazione. Dopo un'ottima accoglienza e una cena preparata velocemente, si cominciò ad organizzare per la giornata di pesca.

La prima notte fu piuttosto lunga e agitata e la mattina la sveglia suonò molto presto. Ma bastarono pochi minuti per riprendersi dallo scossone ed essere attivi. Dopo una buona colazione e svolta la parte burocratica per i permessi di pesca, con l'aiuto di una guardia locale ci siamo portati direttamente sul posto di pesca. Il fiume era veramente uno spettacolo, acqua limpidissima e piuttosto fresca con fondo ciottoloso. La cosa divertente era che guardando l'altra sponda del fiume si volgeva lo sguardo al territorio croato.

Dopo un inizio un po' in sordina, incominciarono le prime catture di hucho, esemplari che misuravano dai 30 ai 50 cm. L'entusiasmo fu tanto perché in questo tipo di pesca le condizioni ambientali e la specie che si andava ad insidiare giocavano a nostro sfavore. Come si usa dire in queste situazioni, avevamo evitato il "cappotto". La mattinata si fece ancora più interessante quando riuscii ad allamare un esemplare intorno ai 70 cm, ma la cosa che letteralmente mi impressionò fu proprio quando lo stavo recuperando, vidi un' ombra minacciosa che inseguiva il mio hucho.

A circa 3 metri da me vidi un hucho di grandi dimensioni, sicuramente più lungo di un metro, non potete immaginare lo spavento. Dopo aver slamato il pesce e fatte le foto, provai ancora a lanciare per cercare di insidiare quel bellissimo esemplare, ma senza aver successo. La giornata continuò e immersi nel silenzio di quel stupendo ambiente naturale arrivò sera, stanchi per tutti i chilometri fatti a piedi ma elettrizzati dai quei momenti trascorsi. In undici globalmente contammo non meno di una settantina di catture e la cosa stupì non poco la nostra guida.

Dopo una buona cena e i racconti dell'intera giornata impostammo un programma per il giorno seguente. Anche il secondo giorno di pesca fu piuttosto proficuo, non si fecero attendere le catture, forse perché eravamo più preparati ad affrontare la Kolpa, con le sue cascate e i suoi fondali ghiaiosi.

Per questo tipo di pesca non è il caso di stare leggeri, vedendo gli esemplari che si aggirano in queste acque. Esemplari che possono tranquillamente superare il metro di lunghezza è bene usare canne di una certa potenza e che riescano a gestire artificiale di una certa grammatura. Per questa uscita ho usato una canna da 50 -100 gr. con trecciato sezione 0.19, come esca ho utilizzato artificiali affondanti (imitazione di pesciolino) da 12 cm pesanti 20 gr. e da 10 cm pesanti 17 gr.

La guida ci suggerì di usare esche più grandi, anche 20 cm e più pesanti con ami o ancorette più resistenti dato che gli esemplari di dimensioni importanti, e non solo, sono dotati di una bocca durissima e poi per il semplice fatto di avere maggiori possibilità di insidiare pesci più giganti. Inoltre Andrej, la nostra guida, ci consigliò di pescare la mattina presto, all'alba o poco dopo il tramonto, quando questo salmonide si aggira nelle acque più basse per andare in caccia, poi durante il giorno è meglio pescare in profondità.

Il periodo di pesca parte dal primo di ottobre e termina con la metà di febbraio. Sicuramente il periodo migliore per la pesca è quello invernale (gennaio febbraio), quando l'hucho diventa più aggressivo dato l'avvicinarsi del periodo della loro riproduzione, ma le condizioni atmosferiche e ambientali sono veramente difficili, con temperature sotto lo zero termico e neve in abbondanza.

Sicuramente torneremo in questi posti fantastici facendo buon uso dei consigli datici da Andrej. 

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il seguente indirizzo internet:

http://www.sloveniaholidays.com/ita/servizi-alberghieri- turismo-madronic

Sullo stesso sito informazioni e prenotazioni per l'alloggio ed i permessi di pesca.

 

 

 

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina