Il torrente Aviana - zona Q

di Stefano Martini

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 2 del 2006)

 

In questo numero della rivista voglio descrivervi il torrente Aviana considerato da me un torrente molto interessante e forse poco conosciuto dai pescatori soprattutto della parte più a nord della nostra riserva.

Il torrente Aviana nasce a i 1180 metri di quota a Madonna del la Neve, sul monte Baldo. Dopo circa un chilometro forma il Bacino di Prà da Stua e sfocia nel fiume Adige nei pressi del paese di Avio; da segnalare, proprio a partire da Avio, la bella mulattiera che si inerpica fra alte pareti grigie, lavorate dalle cascate del torrente Aviana; inoltre, prima della diga, al bivio delle strade Madonna della Neve - Alpe Alpesina, si osserva un bellissimo paesaggio di basalti colonnari.

Il torrente si raggiunge l'uscita dell'autostrada A22 Ala-Avio seguendo ia strada provinciale SP208 direzione San Valentino e Prà Alpesina; la strada costeggia il torrente Aviana fino al bacino idroelettrico Prà da Stua. Interessante da questo punto di vista l'origine del toponimo "Stua", che si trova in molte località del trentino. Si rifà alla antica pratica della fluitazione (trasporto a valle utilizzando i corsi d'acqua come vettori) del legname. In presenza di corsi d'acqua di portata sufficiente ed alveo regolare, i tronchi venivano semplicemente affidati alla corrente e recuperati più a valle. Nel caso di torrenti di dimensioni troppo esigue, inadatti a trasportare da soli a valle il legname, si costruivano le "stue". In pratica delle dighe rudimentali e provvisorie. A valle dello sbarramento, nell'alveo del torrente, si accumulava il legname. Poi quando il bacino si era riempito di una quantità sufficiente di acqua, si provocava una sorta di piena artificiale, liberando in poche ore l'acqua accumulata in giorni e giorni. Sufficiente a portare il legname fino al fondovalle. 

La giornata di pesca

Un pomeriggio di settembre, viste le previsioni meteo che promettevano pioggia e l'Adige che era decisamente troppo sporco per la pesca a spinning, decido di andare a pesca su questo torrente.

Parto da casa verso le i 4.00 di pomeriggio con la mia canna da 4,50 metri e, giunto in prossimità del locale "Al Molino", parcheggio la macchina nel piazzale adiacente al torrente; scendo lungo la strada statale che porta verso la foce e, dopo una camminata di circa 15 minuti circa, giungo sul greto del torrente. Qui decido di iniziare a pescare visto che per arrivare alla macchina mi occorrerà circa un ora e mezza. L'accesso al torrente è abbastanza difficile a causa della presenza di numerose case e di campi privati.

Mi trovo in prossimità di una serie di case dove c'è una prima cascata molto bassa; da qui inizia la mia risalita. E da qui iniziano una serie di correntini, con buche di dimensioni ridotte ma di elevata profondità in proporzione al torrente; raggiunta una prima cascata adiacente ad una casa decido di iniziare la pesca, e, dopo un paio di lanci, vedo una partenza decisa del galleggiante. Ferro e noto che avevo agganciato una stupenda fario di circa 35 centimetri dalla livrea stupenda: bellissima cattura!!!

Dopo altri lanci e fatte le foto per questo articolo, decido di proseguire la mia risalita e superati diversi raschi, giungo ad un'altra cascata dall'altezza imponente; già dai primi lanci si notano varie mangiate tra cui un'altra trota fario di circa 38 centimetri. Particolare di questo torrente è che durante la pesca, si è sempre osservati vati da gruppi di pecore che pascolano nei prati dei contadini.

In questo torrente sono presenti diverse misure di trota fario, dal novellame, alla trotella fino a dimensioni che si aggirano intorno ai 40 centimetri; questa presenza di trote è dovuta princialmente a due fattori: il primo, che incide su tutto, è la buona portata del torrente, che anche nei periodi di siccità riesce a mantenere una discreta portata; l'altro fattore è legato alla gestione, centrata sull' utilizzo esclusivo di novellame di ceppo rustico allevato direttamente dalla Apdv nella nostra pescicoltura. Pesci che raggiunta la maturazione saranno in grado di riprodursi, rimettendo in moto quel circuito virtuoso che decenni di ripopolamenti selvaggi, con materiale proveniente da pescicolture commerciali e ormai inadatto alla vista selvatica proprio perché selezionato in funzione di rapido accrescimento e vita in vasca, hanno purtroppo fortemente compromesso anche in acque ancora di buona qualità come sono mediamente le nostre.

Il torrente, da un punto di vista generale, si presenta con diversi correntini, buche e diverse cascate con acqua molto limpida e di ottima qualità dal punto di vista della purezza: sono infatti sono presenti diverse tipologie di insetti e molte friganee di grosse dimensioni. Le tecniche principali che si possono praticare sono spinning, al tocco, a passata leggera e in qualche tratto anche a mosca. Le difficoltà sono legate principalmente alle condizioni, appunto, di grande trasparenza delle acque e di selvaticità del pesce che ci vive. In altre parole, la principale difficoltà, come d'altra parte nella maggior parte dei piccoli corsi d'acqua consiste nell'arrivare in posizione utile alla pesca senza mettere in allarme le trote. Che temprate dalla difficoltà dell'ambiente in cui vivono, difficilmente si lasciano sfuggire un boccone presentato a dovere, ma che sono anche pronte a sparire non appena si sentano minacciate. Che si scelga la pesca a spinning quindi (utilizzando rotanti o minnows di piccole dimensioni ma di ottima qualità, in grado di entrare in azione non appena toccata l'acqua: le passate sono spesso lunghe quando un tiro di canna) o quella con esche naturali, fondamentale è l'approccio al torrente. Quanto alle esche, si potranno utilizzare tanto i classici vermi e camole portati da casa, quanto le larve e gli altri invertebrati che si possono raccogliere sul posto. In questo caso sapendo contare, stagionalmente sempre su esche che fanno parte della dieta abituale dei pesci che insidiamo. 

Dal punto di vista regolamentare, bisogna ricordare che nella parte alta del torrente, quella che parte dall'immissione nel lago artificiale di Prà da Stua e prosegue verso monte, è istituita una bandita.

 

Non è tanto l’abbondanza, quanto la varietà di specie ad essere indicativa della qualità di un corso d’acqua. in ambienti alterati (sia dal pun­to di vista dell’inquinamento dell’acqua, che da quello della artificializzazione eccessiva dell’alveo) sopravvivono solo alcune specie di macroinvertebrati di fondo. Spesso una diventa dominante se non esclusiva, come accade spesso per esempio negli ambienti ipertrofici (inquina­mento organico) con i chironomi. La presenza al contrario di molte “mosche” (e dei loro stadi giovanili) diverse è sintomo chiaro di buona salute del corso d acqua. L'Aviana da questo punto di vista appare co­me un torrente di ottima qualità.

Visualizza la cartina della zona

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina