L'Adige - zona A

di Guido Bellini

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 1 del 2005)

Siamo arrivati a parlare del fiume più importante della nostra concessione: il fiume Adige che la attraversa dal Paese di Calliano fino a Borghetto. Il tratto che prenderemo in considerazione è la “zona A”, il segmento più a nord  del fiume Adige che va dal paese di Calliano fino allo sbarramento ENEL di Mori.

Questo tratto è lungo circa 7 chilometri ed ha le caratteristiche del corso d’acqua di fondovalle, sempre con una grande portata: dai 50-60 metri cubi al secondo nel periodo di magra fino a superare i  1200 metri cubi secondo in regime di piena.L’Adige in zona A è un fiume “integro” del punto di vista della portata d’acqua non avendo a monte nessuno sbarramento per uso idroelettrico; il suo corso è stato però rettificato per facilitarne il controllo nel periodo in cui il Trentino-Alto Adige era dominio Asburgico. 

A quei tempi il fiume era navigato con le zattere per i trasporto merci: una tradizione ricordata oggi con una zatterata folcloristica che si svolge nel mese di giugno.

La qualità dell’acqua negli anni è stata in continuo miglioramento fino a raggiungere i buoni livelli attuali. Il suo corso è caratterizzato da veloci lame, grosse buche, impetuose correnti ed al pescatore non abituale dà subito l’immagine di un corso d’acqua impegnativo nella sua “lettura”, sia dal punto di vista tecnico vero  e proprio, che per l’azione di pesca. 

Partendo dallo sbarramento ENEL di Mori per circa due chilometri, risalendo il fiume, abbiamo una zona abbastanza omogenea con grande profondità, creata dallo sbarramento stesso. Questo tratto si addice molto bene alla tecnica del pesce morto proposta da Fabio Ragnes nel primo numero della rivista. Dal paese di Sacco l’Adige diventa più vario con sempre grandi buche ma anche grosse correnti e ghiareti. Le specie regine dell’Adige sono sempre state la trota marmorata e il temolo. Come un po’ in tutti i fiumi nel dopoguerra si è iniziato a seminare trota fario ed iridea, e questo associato all’inquinamento dovuto al boom economico aveva portato la trota marmorata ed il temolo quasi all’estinzione. La nostra associazione è da anni impegnata nella difesa di queste due specie, con una limitazione sulle catture, un innalzamento della misura minima e soprattutto con l’incubatoio, dove riusciamo a riprodurre artificialmente grosse quantità di trote marmorate per poi rilasciarle in Adige. Di tutto questo lavoro si cominciano a vedere i frutti, il numero di trote marmorate catturate è in continuo aumento e soprattutto la cattura di grossi pesci è diventata frequente. 

Il temolo merita un discorso a parte. Si riproduce naturalmente in modo cospicuo, ed i sui alti e bassi dipendono solo dall’andamento delle portate nel periodo di frega. Negli anni scorsi avevamo avuto una visibile diminuzione della popolazione per svasi di bacini artificiali di alta quota, posti su affluenti dell’Adige, effettuati proprio nel periodo riproduttivo. Già dallo scorso anno  però la ripresa è stata netta ed in settembre/ottobre si potevano catturare temoli da 25-30 cm in abbondanza. In bocca alla balena per settembre perché con i livelli di accrescimento del temolo che riscontriamo in Adige ci sarà sicuramente di che divertirsi. Crescita e cali della portata anche sensibili si verificano frequentemente, ma soprattutto nei fine settimana, lasciando scoperti come per incanto lunghissimi ghiareti. 

Questi movimenti d’acqua e la variabilità della limpidezza fanno questo fiume molte volte crudele, impedendo di fatto la pesca o penalizzandola, riservando ai pescatori cocenti delusioni; altre volte il fiume è generoso e offre giornate indimenticabili essendo popolato da pesci bellissimi e naturali.I mesi migliori per la pesca vanno dal rinverdire della vegetazione fino alle prime piene e dalla fine di queste (agosto) fino alla chiusura della stagione di pesca: fine settembre per la trota e fine ottobre per il temolo.

Tecniche di pesca: 

Lo si può affrontare con tutte le tecniche, è chiaro che certi livelli ne favoriscono alcune e ne penalizzano altre. La pesca con il pesce morto è la più praticata, seguita dallo spinning con artificiali molto pesanti, ma anche la passata con esche naturali può dare molte soddisfazioni. Nei mesi di magra, il sabato pomeriggio e la domenica, per le considerazioni fatte in precedenza sui livelli dell’acqua, anche la pesca a mosca viene praticata con successo: ormai molti pescatori ospiti preferiscono spostarsi in zona A per pescare i numerosi temoli che popolano questo grande corso d’acqua. 

Suggeriamo due tratti molto favorevoli per la pesca al temolo:

All’uscita autostradale (A22) Rovereto nord, si svolta a sinistra fino al ponte sul fiume, sulla sinistra orografica, sia a monte sia a valle del ponte (a valle bisogna scendere per 2km) ci sono due ghiareti molto belli e lunghi. In destra orografica, si risale per 1 km fino al paese di Pomarolo, si attraversa il cavalcavia dell’autostrada e si raggiunge il fiume all’altezza di un metanodotto: a valle dello stesso si trova un ghiareto super per il temolo. Sempre all’uscita dell’autostrada Rovereto nord, direzione sud in destra Adige verso Isera, dopo circa 3 km si raggiunge un altro ponte (riferimento ditta Manica), in sinistra orografica si estende un lungo ghiareto a monte oltre 2 km, ma anche a valle fino al secondo ponte di Borgo Sacco.

Per l’acquisto del permesso di pesca fare riferimento al bar Roma di Villalagarina a 500 m dall’uscita Rovereto nord oppure all’hotel S. Ilario per permesso e soggiorno.

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A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina