Articoli pubblicati sui giornali

2007

 

 


È il nuovo Centro per i visitatori del biotopo Pra' dell'Albi a Cei: proprio in riva al celebre lago, un luogo d'informazione scientifica sul biotopo e sulle caratteristiche ambientali dell'ampio territorio da oltre vent'anni sottoposto a tutela (e oggi anche Sito d'interesse comunitario), ma anche un centro di promozione turistica d'ambito allargato a tutto il territorio adiacente

di MICHELE COMPER VILLA LAGARINA - È il nuovo Centro per i visitatori del biotopo Pra' dell'Albi a Cei: proprio in riva al celebre lago, un luogo d'informazione scientifica sul biotopo e sulle caratteristiche ambientali dell'ampio territorio da oltre vent'anni sottoposto a tutela (e oggi anche Sito d'interesse comunitario), ma anche un centro di promozione turistica d'ambito allargato a tutto il territorio adiacente. «La posizione è strategica - spiega Romina Baroni, assessore all'ambiente del comune di Villa Lagarina - a metà strada tra la Destra Adige e il Bondone, col relativo parco. Quest'ultimo, in prospettiva potrebbe essere esteso fino a congiungersi con il nostro biotopo: una proposta già formalizzata in Provincia». Il centro si trova nella prima palazzina della residenza «Le ninfee» che l'anno scorso il comune ha avuto in comodato gratuito dall'Opera nazionale di assistenza dei vigili del fuoco. L'apertura di oggi, prevista fino a metà settembre, è sperimentale: l'obiettivo è raccogliere dati sulla presenza di turisti. Il centro offre un allestimento d'avvio, visitabile dal mercoledì alla domenica, dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 13 alle 18. Il biotopo Pra' dell'Albi, coi suoi 120 ettari di superficie è uno dei più importanti del Trentino: si estende dal «capitel de doera», all'estremità occidentale del lago (verso Castellano), fino alla sorgente «del cop», in località Bellaria (verso Aldeno). Oltre al lago di Cei, comprende il piccolo «Lagabis» e il lago-torbiera di San Martino; la superficie è in gran parte zona umida, cui s'accostano a est alcuni canneti. Altitudine media attorno ai 900 metri sul livello del mare. L'origine del lago è legata ad un piccolo cataclisma: una frana sbarrò il fondo della valle e formò un'ampia conca. Qui il fondo morenico, per sua natura impermeabile, ha reso possibile la formazione dei laghi e dei numerosi ristagni d'acqua che oggi costituiscono gli elementi ambientali più caratteristici e pregiati. In che epoca? Nel 1973, sul fondale del lago di Cei, a sette metri di profondità furono scoperti dei tronchi di faggio ancora radicati: i resti dell'antica foresta che in seguito alla frana fu sommersa dall'acqua. La datazione con la tecnica del radiocarbonio, eseguita su campioni di legno dei tronchi ritrovati, ha permesso di stabilire che «il fatto» avvenne attorno al 1280.



Il cellulare è un pescatore provetto

Il gestore SK Telecom vuole diventare amico dei pescatori e lancia un dispositivo che li aiuterà ad ottenere una pesca miracolosa. Abboccheranno?

Roma - C'è chi ama andare a pesca per rilassarsi in santa pace, lontano dal logorìo della vita moderna. Molti non portano con sé nemmeno il cellulare, ma questo potrebbe essere un errore: il telefonino potrebbe rivelarsi un prezioso alleato del pescatore. Almeno secondo l'operatore mobile SK Telecom.

La compagnia telefonica coreana promette di trasformare i suoi utenti in provetti pescatori, degni emuli di Sampei - ragazzo pescatore. Come riporta Digital Chosunilbo, SK Telecom ha presentato infatti un dispositivo da pesca da collegare al telefono cellulare. L'originale accessorio consiste in un sensore impermeabile ad ultrasuoni, che deve essere posto sulla lenza, vicino all'amo o ad un galleggiante.

Il sensore ha il compito di rilevare la presenza dei pesci e comunicare al telefonino a che profondità si trovano e la temperatura dell'acqua in cui nuotano. Il dispositivo consente la raccolta di questi dati grazie ad un'applicazione che deve essere installata sul cellulare e che permette di visualizzare le preziose informazioni direttamente sul display dell'apparecchio.

Non sono ancora forniti dettagli importanti, come il costo dell'originale invenzione. La novità sembra comunque far parte di una serie di tool lanciati dall'operatore coreano per rendere il telefonino uno strumento sempre più utile per chi vive all'aria aperta. In questa originale gamma di accessori rientra anche uno scaccia-zanzare ad ultrasuoni: meglio brandire un telefonino che una ciabatta.

 


Dai Bacini Montani via agli interventi: 3 milioni di euro per la sperimentazione idrogeologica

Loppio: primo passo per la rinascita del lago

Il lago di Loppio rinascerà: è di ieri il primo atto ufficiale, con la determinazione numero 578 del Servizio Bacini Montani della Provincia, che dà il via libera al primo lotto di lavori, per un importo vicino ai tre milioni di euro. Si tratta della prima fase: la captazione sperimentale delle acque per capire se la vena è sufficiente a riempire il lago. La determina ricorda che «Su proposta dell'Autorità di Bacino del fiume Adige, lo Stato ha concesso alla Provincia Autonoma di Trento, ai sensi del decreto legislativo 11 novembre 1999, n. 463, un finanziamento di Lire 14.250.000.000 (pari ad euro 7.359.510,81), per un intervento di risanamento strutturale della galleria Adige-Garda e, contestualmente, per ulteriori lavori finalizzati alla ricostituzione del lago di Loppio, svuotatosi nel corso della realizzazione della galleria (tra il 1939 ed il 1959) a causa dell'azione drenante esercitata dalla stessa galleria». Nel giugno 2002 è stato redatto il progetto preliminare dell'intervento, ai fini di un successivo appalto-concorso per la redazione della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori. Da allora il progetto ha passato i vari gradi dell'iter. Il Servizio Opere Idrauliche aveva commissionato al geologo Lorenzo Cadrobbi uno studio del bacino idrografico del lago di Loppio, il quale ha evidenziato la possibilità di ripristino del lago intervenendo sulla permeabilità del fondo e delle sponde e favorendo l'alimentazione di falda tramite l'intercettazione di alcune linee direttrici di drenaggio. Nel giugno 2005, determinava di procedere alla redazione di due distinti progetti esecutivi: uno relativo all'intervento di risanamento strutturale della galleria Adige - Garda ed uno relativo all'intervento di ripristino di un ecosistema lacustre nella zona del lago di Loppio. La prima fase del progetto è finalizzata alla realizzazione degli interventi di captazione ed invaso sperimentale, e costituisce l'oggetto del presente provvedimento; la seconda, che sarà condizionata dagli esiti della prima, è finalizzata alla realizzazione degli interventi necessari per ottimizzare la funzionalità dello specchio lacustre e del biotopo, ed alla realizzazione delle opere con finalità didattico-ricreative e di visita dell'area, e, nello specifico, l'area verde, il parcheggio, le zone di osservazione e percorsi di visita.

 


Bilancio positivo, ma un monito dell'uscente: «Basta personalismi e campanilismi» Tamanini in «testa» ai pescatori È il presidente provinciale. Betti lascia dopo 2 anni

di GIULIANO BELTRAMI L'Unione pescatori del Trentino ha cambiato la testa. Infatti, dopo poco più di due anni il presidente Lorenzo Betti ha abbandonato per l'impossibilità di conciliare l'incarico con gli impegni di lavoro. Al suo posto il gruppo di coordinamento ha scelto all'unanimità Flavio Tamanini ( nella foto ), presidente dell'Associazione pescatori Alto Chiese. Betti, nella sua ultima relazione, ha tracciato un bilancio senz'altro positivo dell'attività svolta, concretizzatasi nella ricerca di alcuni obiettivi prioritari: «Ricompattare il mondo delle associazioni del Trentino, rafforzando il rapporto di fattiva e "logica" collaborazione tra le associazioni territoriali dei pescatori sulla base concreta delle comuni esigenze ed aspirazioni; incrementare anche i rapporti con le istituzioni provinciali che nei diversi settori si occupano di pesca, gestione ittio-faunistica e acque; rivendicare un maggiore supporto da parte della Provincia alle attività di pubblico interesse svolte dalle associazioni territoriali dei pescatori». Un risultato viene rivendicato da Betti: l'incremento degli interventi provinciali, «grazie ad un buon rapporto con la sfera politica, che ha permesso di rafforzare le nostre richieste di costituire un tavolo di confronto permanente che, coinvolgendo gli uffici provinciali competenti e le associazioni territoriali dei pescatori, permetta in futuro di incrementare la nostra informazione sulle scelte gestionali della Provincia, la partecipazione delle associazioni a queste scelte e in definitiva la trasparenza e la condivisione dell'azione amministrativa nell'ambito della gestione ittio-faunistica, della pesca, dell'ambiente e delle risorse idriche». In proposito c'è il deflusso minimo vitale dei corsi d'acqua. I pescatori, come ha affermato da Betti, «aspettano con fiducia il dicembre 2008, quando dovrà essere data attuazione all'adeguamento dei rilasci d'acqua a valle delle grandi derivazioni idroelettriche». Betti appare moderatamente ottimista a tal proposito. Un ultimo pensiero del presidente uscente va all'interno dell'Unione che raggruppa tredici associazioni territoriali per circa 6 mila pescatori. «Il mondo della pesca trentina, con tutti i suoi valori e le sue evidenti potenzialità, riuscirà a contare veramente nelle scelte relative al nostro grande patrimonio ambientale, faunistico e sociale solo quando personalismi e campanilismi saranno superati». Il nuovo presidente, Flavio Tamanini, si è posto tre obiettivi: «Il consolidamento del rapporto con le società di pesca che aderiscono all'Unione e la tutela dei diritti delle stesse nei confronti del legislatore (la Provincia), nonché il rispetto delle regole; la sensibilizzazione delle associazione di pesca verso la tutela ambientale, con la richiesta di garantire il deflusso minimo vitale per assicurare la sopravvivenza del pesce; l'instaurazione di un accordo di garanzia con le società idroelettriche titolari delle concessioni delle acque per un rilascio soddisfacente nei bacini che raccolgono le stesse dai fiumi e dai torrenti, per garantire una buona prolificazione del sistema ittico»


Seicento pescatori vigilano sui fiumi

È forse l'associazione che registra più iscritti della Vallagarina. Una vera potenza, come dimostra anche l'attenzione che politica ed istituzione le riservano. L'Associazione pescatori della Vallagarina ha 630 soci e molti di loro sono così abituati ad alzarsi presto la mattina da non aver alcun problema ad assicurare il numero legale dell'assemblea annuale, convocata ieri mattina alle 8.30 in Filarmonica. Un'assemblea monolitica, al punto da approvare senza voti contrari i bilanci in discussione e da spianare la strada al terzo mandato del presidente uscente Roberto Bettinazzi, alla guida dell'Apdv da ormai dieci anni. Il direttivo - eletto ieri mattina anche qui senza contrasti - deciderà probabilmente mercoledì le nuove cariche sociali, ma appare probabile, visti anche i risultati gestionali conseguiti, che Bettinazzi sarà chiamato al tris. L'appuntamento di ieri era di particolare interesse anche per l'evento celebrato dopo l'alzata di mano. I soci sono saliti in comitiva fino in via Vicenza, per toccare con mano il piccolo capolavoro realizzato lungo il Leno. Grazie al finanziamento protrattosi nel tempo da parte del Comune di Rovereto, l'antica "pescicoltura comunale" è rinata a nuova vita. Nuove le vasche (quelle precedenti erano ormai obsolete), rinnovato completamente l'edificio a tre piani che vi sorge accanto. Un milione di euro di investimenti che visti ora sembrano davvero ben spesi. «La pescicultura - spiega il presidente uscente Bettinazzi - avrà obiettivi prettamente ambientali. Qui alleveremo le trote marmorate destinate a garantire un futuro ai nostri fiumi. La visita dei soci serviva proprio a celebrare un lavoro durato tre anni e che ha interessato un'area di 3.500 metri quadrati. Il più grande impianto di questo tipo in tutto il Trentino». Quello di via Vicenza è solo uno dei due gioielli di cui l'associazione può andar fiera. L'altro è poco più su, lungo la stessa valle, ma nei pressi dell'Eremo di San Colombano. Qui, grazie alla disponibilità di «Trentino Servizi» che ha messo a disposizione in comodato gratuito l'area e la sorgente d'acqua purissima, viene realizzato un secondo impianto destinato all'allevamento degli avannotti, un vero e proprio incubatoio. Una struttura all'avanguardia, frutto dell'investimento deciso dai Patti Territoriali Valli del Leno grazie all'interessamento diretto di Geremia Gios e di Stefano Bisoffi. Si diceva dell'attenzione che il mondo politico riserva ai pescatori lagarini. Ben testimoniato, oltre che nel sostegno a progetti ed investimenti, anche dalla presenza del sindaco di Rovereto Guglielmo Valduga e dell'assessore provinciale Tiziano Mellarini all'assemblea di ieri mattina. Dal sindaco parole di riconoscenza per i pescatori e il compito che ricoprono, soprattutto sul fronte della vigilanza ambientale, della tutela fluviale. Da Mellarini la convinzione che il turismo trentino può attingere a piene mani dalla passione dei pescatori, come dimostrano i sette pacchetti pensati dall'associazione e dedicati ad altrettanti gruppi di ospiti da fuori provincia negli ultimi mesi. Infine le nomine. In attesa di sapere chi sarà il nuovo presidente, l'assemblea ha rinnovato i consiglieri del direttivo. Sono stati nominati Guido Bellini, Roberto Bettinazzi, Andrea Bertolini, Stefano Martini, Luca Tomasoni, Andrea Senter, Cristian Tomasi, Cristian Carrara, Roberto Fait, Enzo Zenatti, Tullio Pizzini e Doriano Comper. Rinnovati anche i sette rappresentanti per la Vallagarina. Piergiorgio Baldessari per Rovereto, Mirko Marzari per la Destra Adige, Tiziano Zaffoni per Terragnolo, Orlando Ciola per Folgaria, Mariano Vaona per Ala ed Avio, Marco Cumer per Vallarsa, Stefano Girardello per Mori e Brentonico.

 


La marmorata premiata dall'Europa Riconosciuta la qualità del prodotto dell'Apdv: servirà a ripopolare il Trentino

ROVERETO. Quando il direttivo di un’as­sociazione si presenta in assemblea con un cesto colmo di successi ottenuti in dieci anni di lavoro è difficile che non ottenga una riconferma unanime. Tanto più che nel cesto ci sono opere di un valore che sfiora i 2 milioni di euro.

Con queste credenziali Roberto Bettinazzi ieri si è presentato all’assemblea elettiva dell’Associazione pescatori della Vallagarina. "E’ andata bene, molto bene spiega il presidente rieletto nel direttivo e quasi certamente ancora destinato a guida l'Apdv - soprattutto perchè i soci hanno apprezzato il lavoro fatto e perché quasi tutti hanno sposato in pieno la filosofia che ci ha permesso di raggiungere successi invidiati non solo in Trentino. Stiamo parlando di una cultura ambientalista che va altro il semplice gesto della pesca, ma coinvolge tutto il territorio e le comunità che vi risiedono volto alla tutela ambientale e alla valorizzazione di un patrimonio incredibile". Paradossalmente la sfida più difficile per l'associazione è proprio quella culturale, ma il presidente è pronto a scommettere che anche questa è vinta. Ieri c'erano molti soci all'assemblea, e tutti poi hanno partecipato all'informale inaugurazione della nuova sede, un edificio in via Vicenza, sulle sponde del Leno accanto al gioiellino di famiglia, la pescicoltura. In assemblea c'erano anche il sindaco Valduga e l'assessore provinciale Mellarini, da sempre vicino all'Apdv. E' stato proprio lui a congratularsi con l'associazione e a ricordare che una corretta gestione dell'ambiente porta beneficio anche dal punto di vista economico. Per la prima volta quest'anno sono stati venduti diversi pacchetti turistici legati alla pesca e alla conoscenza del terr itorio. "Abbiamo avuto - spiega il presidente - un boom di richieste di permessi da parte di pescatori di tutto il nord Italia". Tra gIi ultimi successi dell'associazione va citato il conseguimento della "certificazione" da parte della Comunità europea della pescicoltura e dell'incubatorio (che sarà inaugurato in primavera): questo significa che i pesci "prodotti" dall'Apdv sono sani e "abilitati" a ripopolare le acque. "I nostri pesci sono "indenni" e utilizzati dalle associazioni di tutto il Trentino per ripopolare i corsi d'acqua della nostra provincia". L'assemblea di ieri ha eletto nel direttivo: Guido Bellini (96 voti),Andrea Bertolini (96). Roberto Bettinazzi (92) Cristian Carrara (88), Doriano Comper (74), Stefano Martini (92), Tullio Pizzini (84), Andrea Senter (73), Cristian Tomasi (69), Luca Tomasoni (85), Enzo Zenatti (83), Roberto Fait (54).



 

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina