Articoli pubblicati sui giornali

2006

 

 


Ala, argini Arlecchino

 

ALA - Il torrente con gli argini doubleface: il torrente è l'Ala e gli argini quelli oggetto di recenti lavori di rifacimento. Lavori eseguiti in un certo modo sulla sponda destra e in un altro modo sulla sinistra. Risultato: il torrente di Arlecchino. La denuncia arriva da un gruppo di cittadini «stanchi di vedere lavori fatti al risparmio e che sperano che i futuri restauri vengano seguiti a regola d'arte dai tecnici del Comune e che i lavori non vengano affidati a ditte in appalto, in subappalto e poco credibili. In questo modo i lavori vengono fatti sempre a risparmio dando la possibilità a qualcuno di arricchirsi con soldi pubblici». Ma veniamo alla storia che il gruppo di cittadini è sicuro farebbe fare salti di gioia all'inviato di «Striscia la Notizia». Ecco la storia degli argini di Arlecchino: «osservando dal ponte verso la valle dei Ronchi si vede l'argine destro restaurato lo scorso anno con sassi a vista e fughe in cemento; una tecnica che a nostro giudizio rientra nei programmi del Comune; mentre l'argine sinistro (restaurato lo scorso anno) e' stato realizzato con un muretto e delle piastrelle in pietra colore rosa applicate con del cemento. A distanza di pochi mesi dal restauro si possono notare i primi segni di crepe». Capito? Il panorama cambia a seconda di come ci si giri. Ma forse si tratta una trovata pubblicitaria per incuriosire i turisti. «Ora - denuncia ancora il gruppo di cittadini - ci chiediamo: ma perchè l'amministrazione comunale non fa fare i lavori alle stesse ditte in modo da avere le due sponde degli argini uguali. Cosa fanno i tecnici del comune mentre si eseguono questi lavori? Perché i lavori non vengono controllati a regola d'arte, oppure si pensa sempre al risparmio. Possiamo dire che in questo momento Ala si trova con un torrente e con due argini di colore e di stile diverso. Per il resto dei nostri anni dobbiamo convivere con una altro scempio ambientale. Forse in questo siamo i primi in Italia a differenziarci, il torrente con due argini diversi».

 

 


Cristian Tomasi ha pescato una marmorata di 6,2 Kg Cattura record nell'Adige
 

Non solo nell'Adige trentino esistono marmorate di grossa taglia. Cristian Tomasi, pescatore roveretano, ha effettuato nei giorni scorsi una cattura record. Nel tratto di Adige all'altezza dell'ex stabilimento Scac Cristian ha agganciato una bellissima trota marmorata di grosse dimensioni (lunghezza 89 centimetri) che sulla bilancia ha fatto fermare l'ago a 6,2 chilogrammi. Una grande soddisfazione per il «colpo grosso» dopo l'azione mirata di ripopolamento del fiume da parte dell'Associazione Pescatori Vallagarina. Complimenti a Cristian e buona fortuna a tutti i pescatori della Vallagarina.

 


Decine di pesci a pancia in su e in avanzato stato di decomposizione sono stati scoperti ieri mattina al lago di Cei

 

Decine di pesci a pancia in su e in avanzato stato di decomposizione sono stati scoperti ieri mattina al lago di Cei. Dai primi accertamenti, non è una battuta, sarebbero morti per il freddo. Già, proprio così: uccisi dal famigerato generale Inverno. Il laghetto più amato dai roveretani, infatti, ha vissuto una delle più rigide e prolungate stagioni fredde. Lo specchio d'acqua, non a caso, è tutt'ora coperto da uno strato di ghiaccio che si è formato a novembre e sta iniziando a sciogliersi solo ora. Oltre quattro mesi di copertura gelata non hanno dato scampo ai pesci - tinche e carpe - che, ovviamente, per il gelo e per la mancanza di ossigeno sono morti. A segnalare la strage sono stati alcuni escursionisti saliti a Cei per una passeggiata. Attirati da un fastidioso tanfo, hanno raggiunto una zona del lago che il sole ha liberato dal ghiaccio e lì hanno visto le carcasse decomposte di decine e decine di pesci. Si tratta di specie ittiche della famiglia dei ciprinidi e alcuni esemplari sono stati recuperati dai guardiapesca e portati all'Istituto agrario provinciale di San Michele dove saranno analizzati per accertare le cause esatte della morte. Altre centinaia di carpe e tinche sono comunque ancora sotto il ghiaccio e si dovrà dunque attendere primavera inoltrata per togliere dalle acque tutti i pesci morti. Stavolta, dunque, l'inquinamento pare proprio non c'entrare. È stata la natura stessa a non avere pietà degli «abitanti» del laghetto di Cei. Questa moria di pesci non è comunque la prima che si registra in Vallagarina anche se, come detto, almeno stavolta non si può imputare qualche colpa di sorta all'uomo. Qualche anno fa ci furono vere e proprie stragi nel rio Coste, nella zona industriale di Rovereto, e nel rio Tierno a Mori. All'epoca si diede la colpa agli scarichi di qualche malga ma l'origine della morte della fauna ittica non è mai stata accertata del tutto. I guardiapesca provinciali, invece, nel caso di Cei hanno deciso di andare fino in fondo con tanto di analisi. Le prime ispezioni sulle carcasse, però, tendono ad escludere questioni diverse dalle cause naturali. La stessa associazione pescatori dilettanti della Vallagarina, la più numerosa del Trentino, ha chiesto che si faccia chiarezza su questo strano fenomeno. «Credo che alla fine si ricondurrà tutto alla prolungata permanenza del ghiaccio sul lago», è il parere del presidente dei pescatori lagarini Roberto Bettinazzi. N. G.

 

 


Quelli di Sky erano entusiasti.


Quelli di Sky erano entusiasti: la pescicoltura di via Vicenza, che contribuisce al mantenimento di una specie a rischio estinzione come la trota marmorata, ha affascinato la troupe e i giornalisti dell'emittente televisiva che nei prossimi mesi manderà in onda il servizio sui pescatori roveretani. «Noi facciamo opera di mantenimento della diversità naturale - spiega il presidente della Vallagarina Roberto Bettinazzi, all'ultimo anno del suo secondo mandato - si tratta di attività impegnative e anche complesse da spiegare, quello che si può dire è che siamo riusciti a salvare una specie che sembrava destinata all'estinzione». Unanimità ieri mattina all'assemblea dei pescatori dilettanti della Vallagarina, unanimità sul bilancio consuntivo e su quello di previsione, e nessun voto contrario al ritocco delle quote: per il 2007 la tessera costerà 130 euro, vale a dire 10 in più rispetto all'anno in corso. Alla Sala Filarmonica ieri mattina tutto si è svolto secondo copione - «Anzi meglio», scherza il presidente Bettinazzi - e si è trattato di una riunione lampo; apprezzata la relazione del presidente che l'anno prossimo dovrà lasciare il campo al successore, votato il bilancio, gli oltre cento soci riuniti ieri in corso Rosmini hanno lasciato la sala nella soddisfazione generale. Anche perché, dopo qualche momento negativo dovuto al calo di associati, si è invece registrato un aumento di soci, con ben 70 tessere in più nell'ultima annata. «Certo resta difficile trasmettere questa passione ai giovani - spiega Bettinazzi - ma la crisi della pesca è diffusa a livello nazionale». La relazione del presidente ha anche toccato il tema della produzione e del mantenimento della semina delle trote adulte nei bacini gestiti dall'associazione; un bilancio positivo che registra la produzione di un milione e trecentomila uova alla fine dell'anno scorso. L'attività dei pescatori lagarini continua all'insegna dell'ottimismo, la qualità delle acque è buona, il depuratore di Merano ha migliorato anche quelle dell'Adige, e l'umore è alto, specialmente dopo la fiera monotematica che si è tenuta l'aprile scorso a Riva del Garda; notizie aggiornate sul sito internet www.apdv.org e sul bollettino dell'associazione «Le nostre acque, rivista di pesca, ambiente e territorio».


 

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina