La sede dell'A.P.D.V.

di Roberto Bettinazzi

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 1 del 2007)

La nuova sede, di cui abbiamo seguito negli ultimi anni la realizzazione, la vedete terminata nelle fotografie che corredano questo articolo. Ci limiteremo a richiamarne i dati essenziali. Numeri, perché chi ha già avuto modo di visitarla non ha bisogno di descrizioni, e comunque nessuna descrizione potrebbe rendere lo stupore e l'orgoglio di chi la visita per la prima volta. La sede è ricavata nei tre piani della palazzina adiacente la pescicoltura di Via Vicenza. Come e assieme alla pescicoltura, ricevuta in comodato d'uso (cioè ceduta per un affitto simbolico ed un lungo periodo di tempo) dal Comune di Rovereto, e radicalmente ristrutturata ed arredata dalla Apdv. Tre piani, appunto, per circa 350 metri quadrati di superficie utilizzata.

Al piano terra sono ospitati un’ officina e un magazzino con angolo cottura, oltre a spazi di servizio per i dipendenti e locali tecnici. Sono strutture che in parte sono al servizio anche della adiacente pescicoltura. 

Al primo piano c'è la sede vera e propria. Con due uffici, per addetto alla segreteria e direttivo, ed un ampio spazio a disposizione dei soci, con salotto, angolo TV e lettura. E' la parte che sarà frequentata di più dai soci, che potranno frequentarla anche oltre i momenti istituzionali di contatto con l'associazione. come punto di ritrovo e conforto. 

All'ultimo piano restano i 120 metri quadrati a disposizione di ulteriori iniziative ed esigenze che la prossima gestione potrà decidere o trovarsi ad affrontare. Nel complesso una struttura clic ad un costo quasi irrisorio diventa patrimonio dell'associazione per i prossimi decenni. Togliendo uno dei pesi economici più significativi alla gestione, ed offrendo ad ogni esigenza e necessità spazi di qualità e quantità che non hanno paragoni in associazioni di dimensioni della nostra. E tutto questo a ridosso dell'impianto ittiogenico: un valore in più sia per la razionalità del lavoro dei dipendenti e dei volontari dell'associazione, che per la possibilità di sfruttare al meglio e senza sprechi tutte le risorse. 

Dopo dieci anni per la prima volta ci fermiamo un momento. A tirare le somme di una gestione iniziata magari in modo un po' burrascoso, ma che è proseguita sulle linee di quella che l'aveva preceduta. Seguendone sia la filosofia di gestione delle acque, assolutamente d'avanguardia quando ne gettò le basi l'allora presidente Luciano Piccolroaz, quanto all'avanguardia siamo oggi nel dare concretezza e gambe a quelle idee, sia nei progetti. Abbiamo eredi-tato un patrimonio di cultura e progetti che sono diventati i nostri. Ed abbiamo proseguito su quella linea. Spingendoci fino oltre quello che si poteva sperare, nel realizzare progetti che non solo 10 ma anche 5 anni fa potevano sembrare sproporzionati per le dimensioni e le possibilità di una associazione come la nostra. Mi sembra giusto rendere merito a tutti coloro che hanno creduto e lavorato per questi progetti. E a coloro che ne hanno reso possibile la realizzazione. E penso alla Provincia, al Comune di Rovereto, al Comune di Terragnolo e a Trentino Servizi. Soggetti che hanno creduto nella nostra associazione e nella nostra capacità di valorizzare al meglio un patrimonio prezioso come i nostri ambienti acquatici. Affidandoci o aiutandoci a realizzare anche quelle strutture che diventano ora a loro volta un patrimonio dell'ambiente lagarino. Ci eravamo dati degli obiettivi. Concreti e culturali. Ambiziosi sia in un campo che nell'altro. 

Quelli materiali sono più facili da declinare e da mostrare. oggi, come traguardi raggiunti. In questi dieci anni, dal 1998 quando l'assemblea elesse questo direttivo, abbiamo creato dal nulla l'impianto ittiogenico di via Vicenza: la pescicoltura che oggi è in grado di darci 3 milioni di uova di trota marmorata e fario all’anno. Abbiamo trasformato l'incubatorio sperimentale di San Colombano da struttura in grado di accogliere, embrionare e portare allo stadio di avannotto le poche migliaia di uova di marmorata raccolte coi recuperi in Adige e Leno a struttura capace di embrionare e portare a sviluppo tutti i 3 milioni di uova prodotti in via Vicenza. Svezzando e portando fino alle taglie da trotella una parte significativa di quelle uova. 

Abbiamo realizzato in una intera palazzina adiacente la pescicoltura, la nuova sede. E abbiamo creato questa rivista: uno strumento nel quale abbiamo creduto molto sia per diffondere una cultura dell’ambiente e della pesca che riteniamo fondamentali nel pescatore contemporaneo, sia per far conoscere all'esterno il lavoro che si sta facendo in Vallagarina ed i risultati che stiamo gradualmente raggiungendo. 

C'è poi l'altro aspetto, quello che in senso ampio si può definire culturale. Ed anche su questo versante abbiamo ricevuto dai nostri predecessori un’associazione di cui i soci devono andare orgogliosi. Da sempre l’Apdv è stata all'avanguardia in Trentino nella difesa della pesca come strumento di gestione delle acque orientata alloro miglioramento, capace di sacrifici e rinunce se finalizzati ad un recupero di pesci di pregio ed adatti al nostro ambiente acquatico. Da tempo abbiamo intuito che il modo giusto per restituire la pescosità che la qualità delle nostre acque può garantire era investire sulla qualità. Su pesci autoctoni e in grado di riprodursi autonomamente nei nostri fiumi e torrenti. 

Un percorso difficile, perché porta i suoi frutti su tempi molti più lunghi di una politica di coltivazione delle acque improntata alle catture immediate. ricorrendo a massicci ripopolamenti con pesci qualsiasi. Ma anche un percorso che noi abbiamo intrapreso volontariamente e per primi, ma che poi si è rivelato essere al cento per cento quello adottato dalla Provincia, nel succedersi delle sue formative in materia e nella carta ittica. Adesso ci troviamo ad essere i più attrezzati nel dare concretezza a quelle linee guida. In grado di produrre autonomamente il materiale ittico necessario per questa svolta qualitativa della coltivazione delle acque. Questo grazie soprattutto alla tenacia con la quale per decenni l'Apdv ha percorso questa strada. E per la capacità di realizzazione di grandi progetti che abbiamo saputo esprimere. 

Possiamo dire che anche il pescatore locale, il nostro socio, ha condiviso questo cambiamento epocale di mentalità, dalla pesca come semplice momento di cattura alla pesca come strumento di coltivazione corretta e miglioramento della qualità del nostro patrimonio fluviale? Almeno in parte, credo di si. 

Dopo un declino costante del numero dei soci, da almeno vent'anni fa in qua, negli ultimi anni l'emorragia si è arrestata. E l'anno scorso c'è stato un primo segnale di inversione di tendenza, con un aumento modesto ma non inconsistente di tesserati ed un aumento sensibile di giovani che si avvicina-110 per la prima volta alla pesca. E' un segnale importante: chi inizia a pescare oggi è portatore nella stragrande maggioranza dei casi di questo patrimonio culturale. Persone che sanno apprezzare non solo la quantità, ma anche la qualità delle catture. Che rispettano il pesce e l’ambiente nel quale cercano di catturano. Sono loro il futuro della Apdv. 

Come ormai fanno parte integrante del presente della Apdv quelle migliaia di frequentatori non più occasionali delle nostre acque e del nostro territorio provenienti da fuori regione, spesso dal centro Italia e dalle grandi città. Per loro la pesca è già legata in modo imprescindibile all'ambiente e alla qualità. Non si fanno 600 chilometri e qualche notte in albergo per prendere pesci qualsiasi in un ambiente degradato. Le nostre acque sono ormai celebrate in Italia quanto le più famose zone di pesca all'estero. Ripagando nel modo migliore la fiducia di chi ha creduto nel nostro lavoro anche in chiave di promozione del territorio, sia per l'immagine positiva del Trentino che ne deriva, sia per le ricadute turistiche inizia ad avere. 

Tutto questo il direttivo che ho avuto l'onore di presiedere per questi dieci anni lo rimette ora in mano ai soci, i veri proprietari della associazione. Lo facciamo con orgoglio e fiducia: ora ci sono da raccogliere i frutti di tutto il lavoro e i sacrifici compiuti. Chi ci seguirà lo farà certamente nel migliore dei modi, continuando la tradizione di un’associazione di cui siamo fieri di fare parte.


Alcune foto di come era la sede prima della ristrutturazione

La casa

Il piano terra utilizzato come magazzino

Il primo piano della sede

L'ultimo piano

L'ultimo piano

 
A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina