Il ragno pescatore

di Giorgio Perini

(pubblicato sulla nostra rivista  “Le nostre acque” – anno 2008)

Premessa

Dopo aver estratto il raggio dardo dalla cicindela e averla liberata… Il professor Ehe Bhò riunito l’equipaggio in plancia comunica gli straordinari risultati raggiunti nel primo giorno terrestre. Magnifica il comportamento del suo assistente Ga che con la sua prontezza gli aveva salvato la vita e permesso il buon esito della missione.Aggiunge inoltre che è stato troppo rischioso registrare il commento in diretta e informa l’equipaggio che al ritorno dalle missioni compilerà il diario di bordo.

Trascriviamo ancora dai suoi appunti “Sono talmente eccitato che non riesco a prendere sonno, osservo dall’oblò dell’astronave le profondità dell’universo e la galassia lontana da dove provengo, sento la nostalgia per la mia terra, ma nella luce soffusa proveniente dall’astro orbitante vedo il mondo nuovo animato da miriadi di giganteschi artropodi e penso all’indomani e alle prossime avventurose scoperte”.

Giorgio Perini Naturalista

 

 

 

Anno 9632 dopo Ciha - Secondo giorno terrestre

Alle prime luci dell’alba preparammo con cura il materiale, questa volta non volevamo rischiare, per precauzione con noi c’erano Na e La, due ricercatori dell’equipaggio specializzati nella gestione di sistemi di difesa non letali e di controllo del comportamento animale.

L’aria era leggera e tersa e la temperatura perfetta per l’attività degli artropodi. In distanza si sentivano suoni ripetuti con ritmicità e frequenze diverse che si alternavano in una musica per noi inusuale. - È probabile che questi suoni provengano da insetti - disse Ga. Nei resti fossili da noi scoperti avevamo analizzato dei grossi artropodi saltatori provvisti di particolari organi a pettine che sembravano adatti alla produzione di suoni, in alcuni inoltre avevamo osservato la regressione delle ali e la loro modificazioni in organi simili a casse di risonanza. Ga attivò l’analizzatore S3D e dopo un attimo immagini diverse si materializzarono sopra l’apparecchio (S3D è un particolare dispositivo in grado di registrare, analizzare la frequenza e visualizzare lo strumento che emette il suono ndt). Ga sbalordito continuava a registrare: quel materiale prezioso ci sarebbe servito sicura­mente in seguito.

In quella giornata l’obiettivo era però un altro, raggiungere una grande laguna, contornata da enormi piante, dove avevamo notato sedimenti simili a quelli riscontrati nelle rocce fossilifere del nostro pianeta. Procedemmo più sicuri e tranquilli ben sapendo che Na e La erano pronti ad affrontare ogni evenienza. Per raggiungere la laguna ci addentrammo in un canalone che procedeva in leggera pendenza verso la nostra meta, non c’era vegetazione, ma sulle pietre talvolta si notava la presenza di grossi licheni (simbiosi fra alghe e funghi ndt) simili a quelli presenti sul nostro pianeta, ma di dimensioni ben più grandi. Ga, ne incise uno, e infilato l’indice e il pollice, estrasse dall’interno una delle alghe verdi unicellulari presenti. Era succosa e invitante, l’annusò con cura e la mangiò, poi disse: - Ottima! Forse migliore delle nostre, ne potremmo raccogliere per il pranzo!-Mentre pronunciava queste parole alle sue spalle un enorme testa lucida e tonda apparve anticipata di poco dalle antenne, corte e articolate, e da un ticchettio flebile continuo e velocissimo.

Viste le facce sbigottite degli altri Ga disse - be’ che c’è di male, non si vive mica di sola scienza!- Ma in quel momento si sentì toccare le spalle e giratosi si vide di fronte l’enorme bestione. Crollò dalla paura, e prima che Na intervenisse col razzo dardo esclamai: - Fermi è solo uno Julidae, non farebbe del male nemmeno ad un ameba!- ( gli Julidi sono dei lunghi diplopodi provvisti di diverse centinaia di zampe, i cosiddetti millepiedi ndt).

L’animale rimase ritto con decine e decine di zampe alzate come in segno di resa. A quel punto La, che aveva compresa l’innocuità dell’animale estrasse dallo zaino il condizionatore gangliare e balzato sul dorso del lungo animale lo fissò su uno dei segmenti vicini alla testa ed esclamò: - Con questo dovremmo riuscire a tenerlo buono - (Il condizionatore gangliare è uno strumento che permette di controllare il sistema nervoso degli invertebrati senza arrecare nessun danno o dolore all’animale ndt).

Lo Julidae, guidato da La, si avvicinò rapidamente e noi saltammo sul suo dorso. In breve tempo arrivammo in vicinanza della laguna. Il suo colore verde e la ricca vegetazione facevano presagire l’esistenza di molti animali. Ci fermammo nascosti sotto una foglia di una strana pianta erbacea, alta più di 500 millimetri e provvista di enormi fiori gialli e di frutti allungati e verdi. Da lì scrutavamo ben protetti la palude, un vasto bacino di almeno 2000 millimetri di lunghezza.

Ad un tratto la superficie dell’acqua si increspò e cominciò a sporgere una protuberanza grigia e traslucida. La cosa cominciò a vibrare creando dei cerchi sull’acqua, nel mezzo cominciò a formarsi una crepa che si allargò ed emerse molto lentamente il dorso di un insetto. Ga a bassa voce disse - Professore, mi ricorda il reperto indeterminato 6754 della collezione P! - Acuta osservazione Ga - risposi. Mentre la sagoma dell’insetto cominciava ad emergere sempre più e a stagliarsi sul verde cupo della palude, d’improvviso un rumore di foglie ci distolse dall’osservazione.

Dal bordo inferiore della foglia dove eravamo nascosti si potevano intravedere otto grosse zampe pelose provviste di spine acuminate, Na armò immediatamente i razzo-dardo e si preparò a colpire. Le zampe ripresero il cammino, e un enorme ragno sbucò oltre la vegetazione. Non eravamo noi ad interessare il predatore, ma ciò che stava emergendo dall’acqua. Era una grossa femmina, i suoi quattro occhi dorsali scrutavano tutto attorno, mentre gli altri quattro frontali erano fissi sulla preda. Una perfetta macchina da guerra, il ragno sfregava gli uncini dei cheli-ceri e si preparava all’attacco.

Dall’altro lato della riva qualcun altro aveva notato la preda, un insetto dalla forma affusolata e aerodinamica procedeva pattinando agilmente sull’acqua (si tratta del gerride, una cimice d’acqua predatore di insetti ndt). Il ragno spostò leggermente il capotorace e osservò nella direzione dell’animale comprendendo immediatamente le sue intenzioni. Non esitò, appoggiò una zam­pa sull’acqua per valutare meglio dalle vibrazioni la distanza e a rapidi balzi si avvicinò alla preda. Le sue zampe provviste di peli sostenevano il corpo sulla ten­sione superficiale dell’acqua, era immobile pronto a sferrare il colpo di cheliceri sull’ignaro animale che stava emergendo.

Nel mentre scivolando leggero e veloce il pattinatore era arrivato. Ora, entrambe pronti all’attacco, si guardarono, il grosso ragno batté una zampa anteriore sul­l’acqua, le onde raggiunsero l’avversario che ondeggiò, ma non indietreggiò, al­lora il ragno effettuò un breve salto in avanti alzò le lunghe zampe anteriori e contemporaneamente il capotorace mostrando i terribili cheliceri aperti. Questo bastò, e il pattinatore fuggì. Il ragno allora spostò la sua attenzione verso l’insetto emergente, e lo trafisse con i cheliceri. (L’insetto emergente era una zan­zara, una delle più comuni prede di ragni acquatici e gerridi). Osservammo attoniti ed emozionati la scena. Era incredibile, vedere quei grandi predatori estinti da milioni di anni, in azione, comprenderne finalmente il loro comportamento, capirne il funzionamento e le strutture. Non più interpretare, ma registrare!

Traduzione da nanotesti del Professor Ehe Bhò:

Giorgio Perini

La  Scheda

Fam. Pisauridi

Genere: Dolomedes

Specie: fimbriatus (Clerk 1757)

Nome comune: ragno pescatore

 

Questo splendido ragno, che può superare i due centimetri di lunghezza, ha il corpo di colore bruno verdastro con due caratteristiche bande giallastre laterali sul capotorace e l’addome.

 

Vive in vicinanza degli stagni, nelle pozze di palude e nei canali a lento deflusso dell’acqua.

La femmina depone le uova in un bozzolo tondeggiante che trasporta con se fino alla loro schiusa.

Non costruisce tela e generalmente caccia d’agguato predando insetti sia sulla superficie dell’acqua, dove riesce a muoversi sfruttandone la tensione superficiale, che sotto il pelo dell’acqua immergendosi e riuscendo a catturare anche piccoli pesci e anfibi.

 

Giorgio Perini

Studio Naturalistico comunicazione & ricerca Loc. Centrale 9/B Pergine Valsugana TN Sito: www.studionaturalistico.it

 

Illustrazione della striscia: Veronica Giacomozzi

 

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina