Il persico reale

di Guido Bellini

(pubblicato sulla nostra rivista  “Le nostre acque” numero 2 – anno 2006)

Il persico reale (Perca fluviatilis), originario dell' cento-settentrionale, si è diffuso anche negli ambienti lacustri e fluviali dell’Italia cen­trale. settentrionale ed è presente in alcune zone dell'Italia meridionale e insulare. Preferisce correnti molto deboli, avendo abitudini sedentarie, per questo è più diffusa la sua presenza in ambienti lacustri piuttosto che fluviale. 

Nelle nostre acque è pre­sente nel lago di San Colombano, lago di Cei e viene catturato anche se non con continuità nell'Adige, a valle degli sbarramenti.

Nel lago di Garda dopo un periodo di grande rarefazione negli ultimi anni ha avuto un’ottima ripresa. Presso la maggior parte dei nostri pescatori gode di poca considerazione ed è anche osteggiato. Non è raro sentire “a ho ciapà eri persec ma lo molà”, al contrario in altre regioni e zone di pesca è molto ambito.

Il corpo è di forma ovale. Il dorso arcuato è verdastro con fasce chiaro scure per questa sua particolarità alla prima vera e propria uscita di pesca è stato subito battezzato da mio figlio “tigre «acqua”. Il nomignolo è indovinato anche per il suo comportamento di caccia. Le pinne ventrali, anale e caudale di colore arancio, le pinne pettorali giallastre. La pinna dorsale è munita di spine. Testa e bocca sono di discrete dimensioni. Il persico reale raggiunge la lunghezza massima di circa 50 cm ed il peso di 3 kg ma difficilmente da noi supera il mezzo chilo. 

Solitamente il persico reale vive a qualche metro di profondità e soltanto nella stagione invernale raggiunge profondità maggiori, dove la temperatura si mantiene stabile. La specie predilige i fondali rocciosi o le aree ricche di tronchi e rami som­mersi ma può vivere anche in fiumi o laghi con fondo sabbioso.Questo pesce è generalmente gregario, specialmente nell’età giovanile. quando i persici si uniscono a formare branchi anche di centinaia d’individui. Gli adulti, come tutti i predatori conducono vita più solitaria. 

I persici reali non sono legati ad un territorio, spesso compiono spostamenti su lunghe distanze, cercando aree favorevoli all’alimentazione ed alla riproduzione. Il persico reale èun predatore puro che caccia a vista, è attivo nelle ore diurne, e trascorre le ore d’oscurità in quasi totale stasi restando immobile sul fondo. 

Gli stadi giovanili si nutrono di in­vertebrati ma la tendenza carnivo­ra ed ittiofaga si manifesta precocemente. quando i piccoli persici iniziano ad insidiare gli avannoti di ciprinidi presenti nei sottoriva. Gli adulti sono predatori molto voraci. Divorano giovani cavedani, alborelle, anfibi e varie specie invertebrati. Questo comportamento alimentare rende il persico reale insidiabile un po’ con tutte le tecnica di pesca: artificiali (minnow-roranti-ondulanti) camole e mosche artificiali e sicuramente con le solite esche naturali: verme, pesce vivo, larve acquatiche, insetti. 

Depone, in relazione alla temperatura ambientale, tra aprile e la fine di maggio, le uova hanno un diametro di 2-2,5 mm e sono protette all'interno di lunghi nastri di muco che le femmine distendono tra i rami delle piante acquatiche. Per questo per la riproduzione predilige acque basse con fitta vegetazione o con abbondante presenza di radici; la schiusa si ha dopo 2-3 settimane; le larve misurano 5 mm e, riassorbito il sacco vitellino si riuniscono in grandi banchi nelle acque superficiali lungo le rive. Le femmine depongono da 16.000 a 44.000 uova.

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina