Leucisco rosso o Gardon

di dr. Leonardo Pontalti Ufficio Faunistico

foto: Ivan Stecchetti

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 1 del 2009)

 

Il leucisco rosso, Rutilus rutilus (L.), pesce ciprinide originario del Nord Europa, si sta diffondendo nelle acque del Trentino. I primi esemplari comparvero nella Fossa di Caldaro, alla fine degli anni '80. I recenti rilevamenti per l'aggiornamento dei Piani di gestione della pesca, condotti dal Servizio Foreste e fauna in collaborazione con la Fondazione Mach Istituto Agrario di S.Michele a/A, lo hanno trovato, talvolta abbondante, nei laghi di S.Giustina, Molveno, Ledro, Terlago, Cei.

Questo nuovo arrivato, chiamato anche gardon, ha forma e abitudini simili a quelle del triotto, dal quale si distingue per le scaglie più piccole (41 - 48 lungo la linea laterale), assenza della banda scura lungo i fianchi e colore delle pinne tendente al rosso. Nell'areale di distribuzione originario che va dall'Inghilterra alla Siberia, dalla Svezia al Kazakistan il leucisco rosso è uno dei più comuni pesci di lago e delle acque a corso lento: frequenta, in branchi numerosi, la vegetazione acquatica della zona riparia. Così come è avvenuto per la scardola del Lago di Caldonazzo alla fine degli anni '70, anche il leucisco può, nei laghi eutrofici, diffondersi in tutta la massa d'acqua. Le dimensioni dipendono, come per altre specie, dalla disponibilità di alimento: si va dai 10-15 centimetri nei laghi meno produttivi ai 25-30 cm e 200 grammi, raggiunti all'età di 7-12 anni. Alcune popolazioni migratrici che frequentano le acque salmastre sulle coste del Baltico, del Mar Nero e del lago d'Aral, presentano esemplari che superano i 40 cm di lunghezza e 1 kg di peso.

Il nutrimento è costituito da cibo animale (larve di insetti, molluschi, gasteropodi, crosta cei) e vegetale (Elodea, Lemna, alghe del genere Chara, diatomee). Nella stagione fredda, durante lo svernamento in acque profonde, l'alimentazione è ridotta.

La riproduzione avviene in aprile-giugno, quando la temperatura dell'acqua supera i 10°C, e dura alcuni giorni. I maschi in epoca di frega presentano il capo e il dorso coperti dai tubercoli nuziali tipici della maggior parte dei ciprinidi.

Le uova (da 5.000 a 100.000 per femmina, fino a 200.000 nelle forme migratrici) misurano circa 1 mm di diametro: sono deposte in acqua bassa vicino a riva e aderiscono alle piante e alle pietre.

 La schiusa avviene dopo 4 -10 giorni; gli avannotti riassorbono il sacco vitellino nei 2-5 giorni successivi, nutrendosi poi di plancton. La maturità è raggiunta al termine del 3° anno d'età. Nelle catene alimentari dei laghi d'origine, questa specie svolge una funzione importante perché converte in carne molte piante e invertebrati acquatici e costituisce a sua volta alimento per i pesci predatori più pregiati: luccio, lucioperca, pesce persico e anguilla. Sui mercati ittici, il valore economico del leucisco rosso è piuttosto basso: in alcuni luoghi dell'Europa orientale e della regione del Mar Nero viene venduto fresco, affumicato o salato. E' utilizzato come pesce esca.

Come è accaduto per la pseudorasbora, il rodeo ed altre specie aliene comparse nelle acque del Trentino, anche il leucisco rosso è stato probabilmente acquistato dai pescatori sportivi, frammisto ad altre specie, nei negozi di articoli da pesca, per utilizzarlo come esca; liberato nell'ambiente, dopo qualche tempo si è acclimatato e si sta ora diffondendo nei laghi del Trentino. Essendo concorrente alimentare dei ciprinidi autoctoni, la sua comparsa è da considerarsi dannosa. Il Regolamento provinciale della pesca vieta l'utilizzo di specie alloctone come esca viva.

 

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina