Il Carpione

di Fernando Lunelli

(pubblicato sulla nostra Rivista “Le nostre acque” numero 1 del 2009)

Il carpione del lago di Garda: il progetto CARPIOGARDA

Francesca Baraldi, Fernando Lunelli

Fondazione E. Mach

Istituto Agrario San Michele all’Adige, Centro Trasferimento Tecnologico

San Michele all’Adige

38010 Trento.

 

 

Salmo trutta è un complesso di specie con ampia distribuzione in Europa, Nord Africa e Asia Occidentale. E’ costituito da un eterogeneo gruppo di forme fenotipiche, comprendenti distinte morphae geografiche e caratterizzate da una considerevole variabilità nei caratteri del ciclo biologico. Per questi motivi, la sistematica e la tassonomia di S. trutta sono ancora oggi incerte e oggetto di discussione. Gli aplotipi definiti per S. trutta su base genetica individuano cinque ceppi che sono: atlantico, danubiano, mediterraneo, adriatico e marmorata. La collocazione tassonomica del carpione rimane dubbia in quanto, in generale, così come per la morpha lacustris, esso non è riconducibile in modo univoco a nessuno dei gruppi aplotipici/genotipici sopra elencati. E’ stato realizzato presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ora Fondazione E. Mach, all’interno del progetto POPSAL, uno studio genetico che ha preso in esame la regione D-loop del DNAmitocondriale: sono stati analizzati campioni di carpione, di trota lacustre, marmorata, atlantica e adriatica.

 

In Salmo carpio è stato possibile riconoscere sia aplotipi marmorata, sia aplotipi propri della linea adriatica. La presenza delle due linee sarebbe spiegabile ipotizzando un’origine del carpione per introgressione, in epoca recente, nel lago di Garda. E’ probabile che vi siano stati ripetuti contatti tra le diverse linee nei periodi interglaciali, e che questi abbiano portato alla formazione di linee ibride.

 

Il carpione potrebbe essersi originato da queste linee ibride ed essere poi rimasto isolato nel lago di Garda, che avrebbe quindi costituito una zona di contatto tra le linee marmorata e adriatica. Anche dal punto di vista morfologico (caratteri meristici e morfometrici) e della colorazione della livrea le differenze tra carpione e trota lacustre sono poco significative, mentre risulta essere ben differenziato rispetto le altre linee. La trota lacustre vive in simpatria nel lago di Garda con il carpione. Le principali differenze tra questi due taxon, e più in generale tra il carpione e S. trutta, sono di carattere ecologico: il carpione può vivere a profondità che variano dai 40 ai 200 metri in banchi, si nutre di zooplancton, e ha un duplice periodo riproduttivo (Dicembre- Gennaio e Luglio- Agosto), durante i quali avviene la deposizione delle uova sui fondali fino a 200-300 metri di profondità.

 

Il carpione, quindi, dal punto di vista ecologico e biologico, potrebbe essere definito come una buona specie, in quanto presenta isolamento riproduttivo rispetto alla trota lacustre. S. carpio è un endemismo del lago di Garda, considerato dalla IUCN Red List taxon vulnerabile e come tale ad alto rischio di estinzione. I dati finora a disposizione, soprattutto per quanto riguarda la biologia e l’ecologia, sono scarsi: ad oggi non sono state individuate misure di conservazione.

In passato, pur con oscillazioni, il pescato del carpione era molto elevato e la specie era considerata abbondante nel lago: dal 1970 ai nostri giorni si è constatato un calo delle catture dovuto a una forte diminuzione della popolazione. Le probabili cause di questo calo sono imputabili all’eccessiva pressione di pesca, alle modificazioni delle aree di frega e alla competizione con altri pesci plantofaghi. Attualmente la pesca del carpione viene regolamentata dalle provincie di Trento, Verona e Brescia attraverso la definizione dei periodi di divieto (15 Novembre- 31 Gennaio e 20 Giugno- 20 Agosto), della taglia minima catturabile (30 cm) e, per la pesca professionale, della tipologia di reti. Negli anni scorsi, il progetto CARPESCI, realizzato presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige ha rappresentato un primo tentativo di affrontare alcune problematiche relative alla riproduzione artificiale e alle fasi di primo allevamento. Con il supporto dei pescatori

professionisti sono stati catturati esemplari adulti che, a seguito di fecondazione artificiale, hanno portato alla produzione di 1100 uova. Gli avannotti sono stati svezzati con alimento naturale e mangime commerciale presso l’incubatoio della Provincia di Verona (Bardolino del Garda).

 

Il progetto CARPIOGARDA, finanziato  dalla Provincia Autonoma di Trento, per interessamento del Presidente Dellai e dell’Assessore Mellarini, si pone come obiettivo quello di comprendere le cause che hanno portato alla contrazione numerica della popolazione del carpione al fine di supportare un piano sovraregionale per la sua tutela. Saranno approfonditi a tal proposito aspetti riguardanti la biologia riproduttiva e alimentare della specie, ed effettuate indagini sulla funzionalità dei siti di frega mediante riprese subacquee durante le fasi riproduttive.

 

In primo luogo, si cercherà di produrre materiale da semina: la creazione di un parco riproduttori per la produzione di uova e novellame è premessa necessaria ad avviare azioni di reintroduzione. A tal proposito, nel comune di Riva del Garda, nel 2008, è stata realizzata una struttura con finalità e caratteristiche di impianto di quarantena, che ospita esemplari di carpione di età 3+, frutto della campagna ittiogenica del 2006. Tali esemplari costituiscono il primo parco riproduttori della specie, e in agosto è stata fatta la prima prova di riproduzione artificiale degli esemplari nati e stabulati in cattività, che ha portato alla produzione di oltre 25000 uova. Durante l’estate e l’inverno 2009 verranno organizzati campionamenti al fine di implementare il numero dei riproduttori, mediante la cattura di esemplari selvatici: verranno inoltre eseguite analisi genetiche per verificare la variabilità genetica degli individui in modo da limitare fenomeni come  l’imbreeding.

A.P.D.V. - Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina