Acque in concessione

I nostri fiumi, torrenti, laghi e bacini in concessione

Permessi di pesca

Permessi di pesca per i nostri fiumi, torrenti, laghi e bacini

Per esercitare la pesca, è necessario:

- permesso annuale

- permesso giornaliero


Permesso annuale: rilasciato presso la sede dell'associazione previa presentazione della licenza governativa di tipo B con l'abilitazione alla pesca in Trentino


Permesso giornaliero: rilasciato presso i rivenditori autorizzati; è necessario presentare la licenza governativa di tipo B / versamento o permesso turistico (incluso nel giornaliero)

Documenti e procedura per l'iscrizione al corso di abilitazione alla pesca:

L'abilitazione alla pesca si consegue mediante la partecipazione ad un corso di formazione di una giornata (di solito il sabato) per la cui organizzazione la Provincia si avvale anche della collaborazione delle Associazioni o società di pescatori dilettanti locali. L'abilitazione alla pesca è possibile conseguirla dopo i 14 anni compiuti e permette di andare a pescare senza essere accompagnati da un maggiorenne.

Il modulo per la richiesta del corso e' scaricabile dal sito della provincia all'indirizzo http://www.modulistica.provincia.tn.it sotto Struttura->Foreste->Pesca

- permesso annuale residente nel comprensorio C10: 135,00 €


- permesso annuale residente nel comprensorio C10 con meno di 16 anni: 35,00 €


- permesso annuale residenti in Trentino: 145,00 €


- permesso annuale residenti fuori provincia: 165,00 € . Specificare nell'e-mail o fax uno dei seguenti bar dove ritirare il permesso: Bar Amicizia (Pilcante di Ala) - Bar Roma (Rovereto)


- permesso annuale per pesca a prelievo nullo - no-kill residenti in provincia: 105,00 €


- permesso annuale per pesca a prelievo nullo - no-kill residenti fuori provincia: 135,00 €


- permesso giornaliero: 20,00 € - la prima volta va aggiunto 10,00 € per il tesserino


- pacchetto permessi giornalieri con 5 uscite: 80 € - Per acquistarlo clicca sul link e scegli dove ritirarlo: sede A.P.D.V. , Bar Roma (Villalagarina), Bar Amicizia (Pilcante di Ala) o invio per posta. Per informazioni 3393664400 - Guido.Ordine Pacchetto Permessi


- permesso d'ospite solo per Lago di Cei: 8,00 €


Il pagamento del permesso annuale si può fare con bancomat o bonifico bancario ( IBAN: CASSA RURALE DI ROVERETO B.C.C. IT 17 K 08210 20800 000030223331 )


In tutti i permessi è compreso l'abbonamento alla rivista "Pescare in Trentino dell'Unione Pescatori del Trentino")

Godetevi il relax della pesca sportiva in Trentino, immersi nell’incantevole natura di Vallarsa e Valli del Leno, le valli del silenzio. Tra l’Adige e il Leno, al vostro amo abboccheranno il temolo, le trote marmorata e fario. Avrete un’intera giornata per scoprire i sentieri dei torrenti, accompagnati da una guida specializzata. L’abbonamento alla rivista Pescare in Trentino vi farà rivivere l’emozione del viaggio anche dalla poltrona di casa!Pacchetto Pesca

Permesso Trentino Fly & Spinning Tour al costo di soli 60€ (20 uscite complessive nelle migliori acque del Trentino)sede

Rivenditore

Telefono

Orario apertura

Chiusura

SAMPEI – Rovereto - Via Conciatori,18

0464 420420

Lunedì - Sabato: 9:00 - 12:00 15:00 - 19:00

Domenica e Lunedì mattina



CAFFE' FURINI - Rovereto - Via S.Maria,84

0464 420064

Lunedì - Domenica: 6:30 - 18:30

Sabato



BAR ROMA – Villagarina - Via 25 Aprile,1

0464 410805

Lunedì - Domenica: 7:00

Lunedì



BAR AMICIZIA - Pilcante di Ala – Via Mazzola

0464 671662

Lunedì - Domenica: 6:30

Lunedì



BAR RISTORANTE STAZIONE - Vo' Sinistro - Piazza G. Cantore, 9

0464 684088

Lunedì - Domenica: 6:30

Domenica pomeriggio e Lunedì



ALBERGO AURORA – Loc.Parrocchia

0464 869141



Hotel Sport - Levico - Via Segantini, 4

0461 706297



Pesca Mania - Brescia - Piazza Vezzuli 23, 25077

0365 598401

Lunedì - Sabato: 8:30 - 12:30 15:30 - 19:30

Domenica



Giordan Federico - Schio - Viale Roma 25

0445 529716

Lunedì - Sabato: 9:00 - 12:00 15:00 - 19:00

Domenica



Notizie & Novita'

Acque aperte

Aperto solo il lago di Cei

Assemblea annuale

L'assemblea annuale sara' presso la sede dell'associazione invece che alla sala filarmonica domenica 11 dicembre ore 8.00

Corso di abilitazione alla pesca

Il corso di abilitazione alla pesca si terra' a Rovereto presso la sede il giorno 21/01/2017

Situazione acque

Situazione acque aggiornata dall'A.P.D.V. al 14/11/2016

Fiume o torrente

Livello

Colore acqua

Adige - Zona A e TR-A

alto

torbida



Adige - Zona B e TR-B

alto

torbida



Adige - Zona C e NKC

alto

torbida



Leno di citta' - Zona M e NKM

alto

torbida



Leno di Terragnolo - Zona E e NKE

alto

torbida




Per conferma della situazione acque consigliamo di telefonare ai nostri guardiapesca

Le nostra sede

sede
sede

La sede è ricavata nei tre piani della palazzina adiacente la pescicoltura di Via Vicenza. Come e assieme alla pescicoltura, ricevuta in comodato d'uso (cioè ceduta per un affitto simbolico ed un lungo periodo di tempo) dal Comune di Rovereto, e radicalmente ristrutturata ed arredata dalla APDV. Tre piani, appunto, per circa 350 metri quadrati di superficie utilizzata. Al piano terra sono ospitati un’ officina e un magazzino con angolo cottura, oltre a spazi di servizio per i dipendenti e locali tecnici. Sono strutture che in parte sono al servizio anche della adiacente pescicoltura. Al primo piano c'è la sede vera e propria. Con due uffici, per addetto alla segreteria e direttivo, ed un ampio spazio a disposizione dei soci, con salotto, angolo TV e lettura. E' la parte che sarà frequentata di più dai soci, che potranno frequentarla anche oltre i momenti istituzionali di contatto con l'associazione come punto di ritrovo e conforto. All'ultimo piano restano i 120 metri quadrati a disposizione di ulteriori iniziative ed esigenze che la prossima gestione potrà decidere o trovarsi ad affrontare. Nel complesso una struttura clic ad un costo quasi irrisorio diventa patrimonio dell'associazione per i prossimi decenni. Togliendo uno dei pesi economici più significativi alla gestione, ed offrendo ad ogni esigenza e necessità spazi di qualità e quantità che non hanno paragoni in associazioni di dimensioni della nostra. E tutto questo a ridosso dell'impianto ittiogenico: un valore in più sia per la razionalità del lavoro dei dipendenti e dei volontari dell'associazione, che per la possibilità di sfruttare al meglio e senza sprechi tutte le risorse.

Pescicoltura per il recupero della trota marmorata

La pescicoltura di Rovereto, dell'Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina si trova in Via Vicenza 19 a pochi passi dal centro di Rovereto, vicino al Leno di Città. L’area sulla quale si sviluppa l’attuale insediamento misura circa 3.500 mq e comprende una zona occupata dalle vasche in cemento per accrescere la trota marmorata e la trota fario, un edificio a servizio del complesso ed alcuni terrazzamenti con muri di sostegno a secco, attualmente coltivati a vigneto. La zona si articola sul versante compreso fra la Via Vicenza e il torrente Leno con un dislivello medio di circa 19 metri. L'attuale area era la vecchia pescicoltura di Rovereto e, grazie alla concessione Comune di Rovereto abbiamo potuto ristrutturala; i lavori sono iniziati nel dicembre del 1999 con la ristrutturazione delle vecchie vasche della pescicoltura per poi concludersi a febbraio 2009 con l'attuale sede. Sono presenti 9 vasche per ospitare le trote fino ai 3 anni di età e 3 vasche più grandi per ospitare i riproduttori. Il nostro obiettivo è quello di produrre materiale di altissima qualità geneticamente controllato avvalendoci del supporto dei servizi tecnici della Provincia Autonoma di Trento, al fine del recupero della trota marmorata considerata fino a qualche anno fa una specie in via di estinzione. In pescicoltura sono presenti 5 generazioni di trota marmorata, dall'1+ al 5+ e vengono utilizzate per ripopolamento dei nostri corsi d'acqua. Oltre alla trota marmorata viene allevata anche la trota fario sempre al fine di ripopolamento. L'impianto è alimentato attraverso un tubo dall'acqua del Leno di Città; l'acqua in ingresso è controllata costantemente da 4 sonde parametriche situate nella vasca di carico che monitora: ph, ossigeno disciolto, temperatura e conducibilità. In caso di problemi di uno dei parametri vengono attivati automaticamente dei pozzi di soccorso. Sopra le vasche è stata installata anche una rete antiuccelli.

Incubatoio per il recupero della trota marmorata

Se della pescicoltura e della sede di via Vicenza il grosso dei soci era ormai al corrente da tempo, l'ultima struttura realizzata, il potenziamento radicale e decisivo dell'incubatorio di San Colombano, per molti sarà una sorpresa. L'area è quella dove nacque, dopo gli esperimenti nella ex bandita di Terragnolo, il primo incubatorio Apdv: la struttura nella quale si posero le basi, soprattutto culturali e di conoscenze tecniche, che hanno portato agli straordinari sviluppi degli ultimi 10 anni. Roberto Bettinazzi e Guido Bellini hanno pensato, seguito passo passo e realizzato più di chiunque altro questo ultimo progetto. Tocca naturalmente a loro spiegarne le caratteristiche e le ragioni che hanno spinto a investire anche su questa seconda struttura.

Cominciamo dai perché. "Perché è un pezzo della storia della Apdv, e della sua storia migliore. Ma anche perché era il tassello finale e decisivo di un progetto complessivo del quale già iniziamo a raccogliere i frutti, ma che si rivelerà decisivo già nei prossimi anni per il futuro della nostra associazione. La possibilità di realizzare il progetto all'interno dei Patti territoriali delle Valli del Leno è stata la coincidenza migliore. Ma possiamo dire che ormai eravamo costretti a farlo".

Che significa "costretti"? "Noi abbiamo, ormai a regime, un impianto ittiogenico in grado di produrre tre milioni di uova all'anno. Un patrimonio incredibile: più che sufficienti per ripopolare l'Adige e i torrenti con materiale autoprodotto, con le garanzie della migliore qualità genetica, rusticità e ambientamento nelle nostre acque.Ma quei tre milioni di uova da soli non bastano: serviva una struttura dove accoglierle, embrionarle con la massima efficienza e portare un numero rilevante di avannotti alla taglia ideale per la semina nei diversi ambienti ai quali sono destinati".

Questo si poteva fare in via Vicenza? "Non in proporzioni paragonabili alla capacità della pescicoltura. La seconda struttura. in San Colombano, era indispensabile per gli spazi ma anche per le caratteristiche che ha. Come la disponibilità di acqua di sorgente, costante, tutto l'anno, della massima purezza. Esattamente, cosa succede alle uova dopo la spremitura dei riproduttori in pescicoltura? "Devono essere embrionate. E per queste quantità l'unico modo razionale per farlo è disporre di un numero sufficiente di enibrionatori verticali. In questi contenitori l'uovo fecondato compie la sua prima fase di sviluppo. Dopo la quale viene deposto sui telai "California". per completare la maturazione fino alla schiusa dell'avannotto. Che passa poi in una serie di vasche. con caratteristiche e dimensioni diverse, per l'accrescimento. Tutto questo in San Colombano era già presente nella struttura realizzata alcuni anni fa, maò stato ora potenziato e razionalizzato in modo radicale. La capacità dell'incubatorio attuale è proporzionata a quella della pescicoltura, ed assolutamente straordinaria. Possiamo embrionare tutti i 3 milioni di uova prodotte, svezzare la gran parte delle uova embrionale e portare fino alla taglia di rotella, da 6 a 9 centimetri, fino a 250.000 pezzi a stagione. Sono solo numeri, ma una visita dei soci in San Colombano, magari in occasione dell'inaugurazione, a primavera 2008, farà capire a tutti già a colpo d'occhio che cosa significa. "La struttura in legno già esistente, da quest'anno sarà destinata principalmente all'embrionatura: ospita all'interno la batteria di embrionatori verticali. Ospita anche quattro batterie di telai California (nella veranda) e I 5 vaschette di svezzamento. A Nord del laghetto, una seconda struttura in legno lunga venti metri ospita altri 8 telai California e 22 vaschette di accrescimento. Nelle vaschette gli avannotti, appena assorbito il sacco vitellino, vengono gradualmente abituati al mangime alimentandoli in partenza con artemia salma, e poi graduaimente mescolando a questo ci-bo vivo mangimi speciali. Nella stessa struttura trova spazio anche un magazzino".

Dopo lo svezzamento? "Ci sono le vasche di accrescimento di grandi dimensioni. Altre due tettoie, una con i 10 vasche circolari da due metri di diametro ed una con sette va-sche rettangolari lunghe circa tre metri: queste ultime si sono rivelate più indicate per l'accrescimento della trota fario rispetto alle circolari, al contrario mi-gliori per le marmorate. Quest'ultima tettoia, assieme alle rettangolari , ospita anche altre due vasche circolari da 2 metri e mezzo di diametro: le più grandi presenti nell'impianto". Resta il laghetto: almeno dalle fotografie la parte più coreografica dell'insieme. "In realtà di tratta di una grande vasca naturale, dalle dimensioni di circa 12 metri per 6, che è destinata ad ospitare materiale selvatico indenne utilizzato per il rinsanguamento. Tutto alimentato dalla sorgente che si utilizza ormai da qualche anno? "Tutta l'acqua viene da li. E la portata è più che sufficiente in qualsiasi periodo dell'anno. Garantendoci da rischi di intorbimento, variazioni di temperatura o alterazioni di qualsiasi genere che pur se modeste su uova e novella-me potrebbero avere effetti negativi".

L'indennità dei nostri impianti. Con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, è stata riconosciuta l'indennità da Vhs e Ihn del Leno dalle sorgenti alla cascata di Santa Maria e dei due impianti ittiogenici di via Vicenza e di San Colombano. Per capire la portata della notizia, occorre un passo indietro. Fino a quella normativa che alcuni anni fa ha sconvolto il sistema dei ripopolamenti imponendo il certificato di indennità dalle due malattie che hanno falcidiato i salmonidi in mezza Europa per poter fornire materiale da riproduzione destinato alle acque libere. Basta la rilevazione di un caso di Vhs o Ihn per compromettere l'intero bacino idrografico pertinente. E impedire la produzione di salmonidi destinati al ripopolamento in quell'area. Con la certificazione di indennità, è possibile catturare sul Leno riproduttori selvatici da usare per il rinsanguamento nei due impianti ittiogenici. E il materiale prodotto in pescicoltura e nell'incubatorio può essere seminato in qualsiasi acqua libera. Un riconoscimento anche formale della assoluta qualità dei pesci che l'Apdv è in grado di produrre, e un passaggio burocratico indispensabile per il loro utilizzo senza limiti del ripopolamento di tutte le nostre acque.

Consiglio direttivo, rappresentati di zona, provibiri e revisori conti

Hanno l'obiettivo di amministare e verificare la gestione dell'associazione (in carica fino al 30.11.2017)

Consiglio direttivo

Presidente: Martini Stefano

Vicepresidente: Bertolini Andrea
Tomasoni Luca

Segretario e tesoriere: Fait Roberto

Consiglieri: Bettinazzi Roberto
Bellini Guido
Bertoni Mariano
Carrara Cristian
Cont Tiziano
Pizzini Tullio
Senter Andrea
Tomasi Cristian
Zenatti Enzo

Rappresentati di zona

Baldessari Piergiorgio - Rovereto

Marzari Mirko – Villa Lagarina, Pomarolo, Nogaredo, Nomi, Volano e Isera

Girardello Stefano - Mori, Brentonico, Ronzo Chienis

Vaona Mariano - Ala, Avio

Ciola Orlando - Calliano e Folgaria

Zaffoni Tiziano - Terragnolo

Cumer Marco - Vallarsa, Trambileno

Revisori dei conti e Provibiri

Revisori dei conti:
Pedri Paolo
Cristoforetti Luciano
Larice Luca
Marsilli Luca

Privibiri:
Rossi Marcello
Moratelli Luca
Moratelli Enrico

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